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E’ il meno popolato comune dell’isola ed il piu’ alto, perche’ dal livello del mare si estende fino alla vetta dell’Epomeo. Il suo territorio e’ prevalentemente collinare e la popolazione e’ dedita soprattutto all’agricoltura. Da Fontana si raggiungere a piedi o in sella ad un mulo la vetta del monte Epomeo. Il centro piu’ famoso del centro del comune e’ il villaggio di Sant’Angelo, vicino, con l’omonima torre, alla spiaggia dei Maronti ed alla sorgente di Cavascura.
IL PAESE: Il paese, diviso in due, raccoglie in se soprattutto la capacita’ di esprimersi e l’”umilta’” della natura. Particolarmente caratteristicol’antico borgo di Sant’Angelo.zano: chiese, strade e monumenti. L’AMBIENTE: Come il confinante Comune di Barano, Serrara Fontana e’ una successiva aggregazione di localita’ marine e di ambienti collinari-montani. Ha una costa limitata ma con una formidabile concentrazione di bellezze naturali: Sant’Angelo, Cava Grado, la prte finale die Maronti con le Fumarole. Inoltre le terme: la sorgente di Cava Scura, a ridosso dei Maronti, e i Bagni Termali, a breve distanza dalla sorgente di Olmitello. Questo piccolo comune ha conservato, soprattutto nelle frazioni collinari, valori genuini: nelle costruzioni, nelle attivita’ economiche, nel carattere della gente. E’ un tuffo nella spontanieta’, ma anche in uno degli ambienti piu’ spettacolari dal punto di vista panoramico e delle occasioni di scoperta che i tanti piccoli sentieri consentono |
DA VISITARE EREMO DI SAN NICOLA: Sotto la vetta del monte Epomeo si trovano l’eremo e la chiesetta di san Nicola del XV sec., interamente scavati nella roccia. La chiesa e’ dedicata a San Nicola di Bari. Sull’altare vi e’ un bassorilievo de santo del 1504.
MONTE EPOMEO: Guadagnare la vetta dell’Epomeo, a piedi o piu’ comodamente a dorso di un mulo, consente al turista non solo di gioire di un panorama talmente straordianrio da strappare esclamazioni di vera e profonda meraviglia, ma di vivere altresi’ un’avventura ben al di là di ogni limite fisico e naturale. L’Epomeo, denominato anche Monte Forte, e’ il rilievo piu’ importante dell’isola. Furono contadini, probabilmente, quelli che in tempi antichi cominciarono a scavare nella roccia, a colpi di piccone, grotte o ripari per difendersi da pioggia e freddo; tali anfratti vennero ampliati e rifiniti nel corso del tempo, ricavndo dalla massa tufacea cunicoli, gallerie e la chiesetta dedicata a San Nicola di Bari. Sulle verdeggianti pendici dell’Epomeo, in grotte e dirupi, si rifugiavano gli abitanti dei dintorni al tempo delle invasioni ed in caso di pericolo; lì, in fosse profonde, si ammassava neve d’inverno per trarne ghiaccio d’estate, quando questo non era ancora prodotto artificialmente, allo scopo di mitigare l’arsura della sete e del sol leone; sulla cima del monte si accendevano i fuochi per segnalare l’avvicinarsi di navi nemiche o, piu’ genericamente, situazioni di rischio o minaccio per gli siolani. Il turista che sale sull’Epomeo incontra lungo il percorso e sulla cima diversi caratteristici punti di ristoro, e puo’ gustare, volendo, tipici piatti locali. |
SANT’ANGELO Un bellissimo borgo di pescatori, una vera e propria oasi di tranquillita’. L’isolotto e’ alto 106 metri e legato all’isola da un istmo lungo 119 metri. In seguito vi fù cotruita una torre di vedetta, della quale si vede ancora la parte inferiore e che fu distrutta dalle cannonate del 1809. L’accesso alle auto e’ vietato. SANTA MARIA DEL CARMINE: Si compone di due navate. Di particolare interesse le tele della Madonna del Carmine e di santa lucia, nonche’ il amrmoreo altare maggiore del XVIII sec. Dalla piazzetta si puo’ osservare un bellissimo panorama.
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